Description

M/Y Baglietto Ischia Bayo IV, ex Aldebaran, ex Bachaquero (primo nome originale).

Secondo esemplare realizzato.

Progettazione e Costruzione: Cantieri Baglietto Varazze www.baglietto.com
Anno di varo: 1959
LOA m 15,45
Beam m 4,10
Motori originali: n. 2 Cummins nrto – 6M hp 335 – 2100 giri – rid. 2,11:1
Eliche: d 760; p 930
Restauro: 2025
Progettazione filologica degli esterni: Studio dell’Architetto Matteo Picchio
Progettazione degli interni, in linea con le esigenze dell’Armatore: Studio dell’Architetto Matteo Picchio
Lavori: Varador 2000 Shipyard & Marina Barcellona – Spagna www.varador2000.com

Ischia a Milano alla Fiera Campionaria nel 1959.

Storia

Si ringraziano in particolare le seguenti tre persone che hanno dato un importante contributo documentale e storico allo Studio dell’Architetto Matteo Picchio, relativamente alla ricerca finalizzata all’approccio propedeutico al progetto di restauro di questo meraviglioso yacht:

– Alex, Dott. Alessandro Mazzoni, Conservatore dell’Archivio Baglietto.

– Arch. Emanuela Baglietto, partner del Renzo Piano Building Workshop e figlia di Pietro Baglietto, ingegnere e progettista, uno degli ultimi proprietari, insieme al cugino Giampiero, dei celebri Cantieri Baglietto.

– Dott.ssa Elena Bagnasco, nipote di Giorgio Parodi, co-fondatore della Moto Guzzi che, insieme all’amico Stefano Baglietto (figlio di Pietro Baglietto) già dai primi anni del ‘900 avevano fatto insieme sperimentazioni in campo aeronautico, nautico e motociclistico.

Alex, il Dott. Alessandro Mazzoni, Conservatore dell’Archivio Baglietto, ha dato a Matteo Picchio fondamentali informazioni storiche relative al Baglietto Ischia, sia in qualità di grande intenditore, ex armatore e cultore di questo modello di yacht, sia mettendogli a disposizione disegni, ed immagini storiche dell’Ischia.

Depliant

Alcuni disegni originali

L’Architetto Emanuela Baglietto, ha curato la mostra “Baglietto un sogno sul mare” tenutasi a Genova a Palazzo San Giorgio nel 2018.

Qui di seguito un estratto di testo tratto dal sito della Mostra, visibile nella sua interezza al seguente link: https://www.bagliettounsognosulmare.it
“SERIE DELLE ISOLE
Negli anni ’50 il cantiere superata la fase critica del dopo guerra, si cimenta nella costruzione di motoscafi da diporto destinati a un pubblico più vasto. Inizia a sperimentare la costruzione in serie adottando l’uso del compensato marino.
Le prime barche della “serie delle isole” sono Elba, Capri, Ischia, Maiorca e Minorca: hanno linee nuove e accattivanti, di rottura rispetto alla tradizione, frutto della ricerca di alte prestazioni unita ad abitabilità, comodità e a una buona tenuta di mare. Realizzate con le sofisticate carene derivate dai M.A.S., che consentono una velocità elevata, le barche della Serie delle Isole hanno successo immediato, giustificato dalla qualità dei materiali impiegati e dall’ottimo livello di finiture.
Queste barche dalle linee marcate e dai colori pastello diventano presto l’essenza di uno stile mediterraneo, tipico degli anni della dolce vita, commissionate da personaggi come Peter Sellers, Mike Buongiorno e Christina Onassis.
Nel 1962 apre per la prima volta il Salone Nautico Internazionale di Genova e il cantiere Baglietto vi espone le sue “Isole” con grande successo”

La Dott.ssa Elena Bagnasco, nipote di Giorgio Parodi, co-fondatore della Moto Guzzi, autrice del libro Giorgio Parodi – Le Ali dell’Aquila https://www.tormena.it/easystore/schedevedi.asp?schedaid=25 e fondatrice dell’omonima Associazione http://www.giorgioparodi.it/ scrive:

“Forse non tutti sanno che..
Giorgio Parodi, fondatore della Moto Guzzi, e Stefano Baglietto, figlio di Pietro, avevano iniziato a sognare insieme una motocicletta veloce e all’avanguardia. Le famiglie, oltre essere amiche, erano legate in affari nella CIVES (Costruzione Idrovolanti Varazze e Scuola), società che produceva a Varazze idrovolanti per la Regia Marina.
I due ragazzi si ritrovarono a Grado durante la Prima Guerra Mondiale, Stefano pilota e Giorgio prima osservatore, poi pilota. Volarono spesso insieme in difficili missioni di guerra.
La fortuna non fu dalla parte di Stefano che ebbe un grave incidente in volo; Giorgio volle dedicare l’aquila ad ali spiegate della Moto Guzzi all’amico fraterno con cui aveva iniziato quel sogno, Stefano, oltre che a Giovanni Ravelli, altro pilota ugualmente scomparso nel 1919, che avrebbe dovuto essere il collaudatore della nuova “motociclette”.
Ricordiamo che l’aquila ad ali spiegate è ancora oggi il simbolo dell’Aeronautica Militare e di tutti i piloti, civili e militari.”

Qui di seguito le foto dei due yacht di Giorgio Parodi: Maria I (Baglietto) e Maria II (Baglietto con motorizzazione Isotta Fraschini, pgc F. Fazio) e la foto di Giorgio Parodi con Stefano Baglietto nel 1917.

Prima dei lavori

Progetto

E’ stato incaricato lo Studio dell’Architetto Matteo Picchio di elaborare un progetto e di gestire i lavori al fine di ottenere:

– per gli esterni dello yacht una soluzione filologica, perfettamente in linea con scelte, materiali colori e tecniche costruttive originali; l’esterno dello yacht, a fine lavori, sarà coincidente a come lo yacht era alla sua costruzione nel 1959;

– per gli interni dello yacht una soluzione principalmente in linea con le necessità di layout richieste dagli attuali armatori, rimanendo coerenti con scelte tradizionali, ma non con l’originalità degli interni del Baglietto Ischia che eventualmente in un futuro potrà essere ripristinata.

Alcuni schizzi
Alcuni disegni
Alcuni renderings

Lavori in corso

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